La realizzazione di siti web accessibili può portare miglioramenti riguardanti la fruibilità da parte di utenti con disabilità o utenti che utilizzano client diversi dal PC (telefoni cellulari, computer palmari, internet TV). Migliorare la possibilità di trovare, accedere ed usare un sito web per tutti i visitatori non significa solamente aumentare il numero degli interlocutori, ma anche allargare il target di accesso degli stessi, indipendentemente dalle possibilità e/o metodologie di accesso.
Ma, come già accennato, un sito accessibile non giova solo agli utenti portatori di handicap, mentre per alcuni il dispositivo principale per il web può essere un computer multimediale con una connessione in banda larga, molte altre persone scelgono di accedere al web con PDA, browser di telefonini, o altri dispositivi web meno efficienti, molte volte con connessioni lente, limitazioni di risoluzione, navigazione testuale.
Rispettare i criteri di accessibilità nella realizzazione di una presenza Internet è, una necessità nella società moderna, ma ancor più è un’opportunità da sfruttare per migliorare la qualità del proprio servizio. Un sito web accessibile facilita l'accesso ad individui con ogni tipo di disabilità, ma anche ad individui non affetti da patologie.
I siti accessibili devono attenersi ai principali standard ad essi rivolti, uno internazionale, il W3C e uno italiano, la legge Stanca
Il W3C cerca di studiare i modi per rendere quanto più agevole l'accesso al web da parte di persone diversamente abili.
La
legge Stanca ((Legge 4 del 9 gennaio 2004, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2004), resa operativa col decreto attuativo di fine 2005, contiene alcune definizioni:
a) «accessibilità»: la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari;
b) «tecnologie assistive»: gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici.
La legge italiana - oggetto di accesi dibattiti sul suo reale peso nel favorire l'accessibilità del web (per l'assenza sostanziale di coercizione, e per talune formule utilizzate), si pone come obiettivo quello di dare attuazione al principio di uguaglianza previsto dall'art. 3 della Costituzione Italiana e quindi garantire il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili.
